20 ottobre 2010

IL NUMERO 18

Nella Smorfia Napoletana il numero 18 è Sangue.
Per me è dolore.
IL NUMERO 18: un racconto difficile




La mia vita è caotica, piena, quasi satura di emozioni. Tra notti insonni e pannolini, biberon e “fughe” all’asilo passano i giorni. Ce ne vorrà, prima di tornare a qualcosa che somigli a un giorno normale, ma il primo mese è passato: non credevo che la nascita del secondo figlio mi avrebbe scombussolato la vita così tanto. Ho già “provato” cosa significa fare la mamma e con l’altra per questi quattro anni e mezzo me la sono cavata davvero bene.  Adesso sono due: quattro anni e mezzo e un mese.

14 ottobre 2010

Soffro

Come un gatto,
dal pelo nero notte,
si acciambella cercando calore .

Così io.
con la testa stretta fra le gambe
chiudo gli occhi e respiro piano

In attesa
che un fuoco mi riscaldi l’anima.

Susanna 14.10.2010

29 settembre 2010

Aspettando Godot

Aspettando Godot  è la più famosa opera teatrale di Samuel Beckett, pubblicata nel 1952; appartiene al genere teatro dell'assurdo, un genere dominato dalla credenza che la vita dell'uomo sia apparentemente senza senso e senza scopo, e dove l'incomunicabilità e la crisi di identità si rivelano nelle relazioni fra gli esseri umani.

9 settembre 2010

Sono acciaio

Mi hai forgiato a ferro e fuoco.
Esanime ho vagato.
In quell’ infinito
di cui ho trovato fine.

Giro la maniglia
sotto la scritta uscita.
Pronta.
Al nuovo mondo che mi hai donato.
Inconsapevolmente.



(Susanna 06.09.2010; 10:31:24 )

5 settembre 2010

La vita è un foglio bianco


... un foglio bianco.

Ci puoi disegnare la tua vita,
a lievi tratti
o marcando con decisione,
delineando ombre e confini
o sfumando l’ infinito a colori.

Un foglio bianco,
senza cancellature, senza immagini preimpresse
in bianco e nero da riempire,
niente righe da seguire
o quadretti per incasellare.
Solo un foglio bianco.
È questo quello che voglio donarti.

Un foglio bianco
serve anche ad accendere il fuoco:
lo appallottoli
e lo butti nel caminetto.
In un lampo
la fiamma sarà ravvivata.

Poco importa se non avrai più
un foglio bianco,
o se su questo
avevi già iniziato a disegnare la tua vita:
ci sono molti
nuovi fogli bianchi.


Susanna 2008
(tratto da Sitis Vivendi)
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