26 luglio 2010

L'ALTRA

L'altra: un raccontino tipicamente estivo. Una storiella che capitava spesso, specie d'estate, nel periodo che predispone alle ferie. C'erano spesso occasioni speciali, da prendere al volo. Oggi (forse) un po' meno di un tempo. Spero possa farci sorridere, senza malinconia.
  
* * *

   E’ tanto tempo che stiamo assieme. Ricordo ancora il giorno che ci siamo incontrati. Era dall’altra parte della vetrina del negozio che, con aria assorta, guardava la merce esposta. Quando un sorriso gli si è disegnato in volto, stava proprio guardando me. L’ho conquistato così: mi ha vista e presa.
    Anni felici, sempre assieme. Si pavoneggiava con i suoi amici di avermi, mi considerava una gran conquista.
    Ma il tempo passa e qualche giorno fa, mentre stavamo partendo per una gita di famiglia con i bambini, vedo il suo sguardo posarsi su di lei. Un movimento impercettibile, solo un attimo, ma che è bastato a farmi cadere in uno stato d’ansia. Lui non mi considera più come una volta. Anche se le sue attenzioni sono sempre amorevoli, sento che qualcosa sta cambiando.
   Sei e sarai sempre nel mio cuore – mi ha detto stamattina, indirizzandomi un sorriso, quasi avesse intuito i miei pensieri. Usciamo assieme, come il solito, dirigendoci verso il centro. Un rapido giro, il caffè al solito bar, la chiacchiera scambiata con l’edicolante sulle notizie del giorno riportate sul quotidiano.
   Poi, una sosta inaspettata.
   Proprio lì, davanti a quella stessa vetrina dove ci siamo conosciuti tanti anni fa. Lasciandomi in disparte, si avvicina al venditore del negozio. Li vedo parlare, gesticolando. Colgo un suo sguardo eloquente, verso di lei. Le sorride.
   Una stretta di mano, una pacca sulla spalla lo vedo sparire nell’ufficio vendite. Non capisco che sta succedendo, ma io lo aspetto qui. Pazientemente, cercando di cogliere un segnale, qualcosa che mi faccia passare l’angoscia che sale prepotentemente.
   Quando esce ha un sorriso radioso, quasi da offuscare la luce splendente del sole in questa bellissima giornata di fine estate.
   Con una mossa imprevista, lo vedo dirigersi verso di lei. Un colpo al cuore: lui apre la portiera di quella nuova auto, dalla carrozzeria rosso fiammante, e accende il motore. Si allontana, lasciandomi qui nel parcheggio, nello sconforto più totale.
   Ancora stordita, inebetita, cerco una spiegazione a tutto ciò che è successo. Vedo il venditore chiamare a gran voce, mentre la sua mano impietosamente indica me.
   “Tonio, prendi le chiavi e porta dentro quel vecchio catorcio parcheggiato. Togli la targa e portamela in ufficio. Forse riesco ad inserirla nella lista delle auto da rottamare di questo mese!”.

fine

2 commenti:

Tomaso ha detto...

Racconto che lo leggi attentamente e speri sempre qualcosa che non arriva mai Alla fine mi resta solo un brivido e mi viene la pelle d'oca.
Buona serata cara amica,
Tomaso

Kimmi ha detto...

@Tomaso:
Il gioco è tutto qui: con le parole, se usate bene, si può portare una persona a pensare ciò che non è!
Buona serata!

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